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Il Punto di Anto

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L’IMPRESA

 

Ieri sera in conferenza stampa, alla domanda di sintetizzare in una parola questa partita, mister Italiano ha risposto: Impresa! Erano ormai 2/3 anni che la sensazione del tifoso rossoblù nei confronti della squadra era di essere quasi invincibili, che tutto si poteva fare. Una sensazione bellissima, quasi mai provata per così tanto tempo, ma Sinisa e poi Thiago ed infine Italiano ci avevano aperto un mondo, fino ad arrivare alla notte magica di maggio a Roma! L’inizio di questo campionato è stato sulla falsariga dei precedenti con il culmine a novembre, dove vincendo a Udine per 3 a 0, siamo stati momentaneamente in testa al campionato italiano. Poi purtroppo il meccanismo si è inceppato ed è venuta una impensabile serie di sconfitte in casa che ci hanno riportato indietro nel tempo, alle vecchie paure e sono scomparse le certezze. 7 sconfitte su 9 partite in casa, neanche nei peggiori incubi o nei campionati di salvezze stentate. Tanti infortuni dei giocatori più importanti, tanti impegni con spesso 3 partite in 8 giorni, uomini chiave come Ferguson e Freuler, lontani parenti di quei campioni ammirati negli ultimi campionati, il tutto condito con una precaria condizione fisica. Siamo arrivati a giocarci questo ottavo di finale di Europa League contro la Roma con poche certezze e tanti dubbi, ma il clima europeo ci ha ridato sensazioni importanti e dopo aver vinto con un doppio 1 a 0 i sedicesimi di finale coi norvegesi del Brann, abbiamo affrontato la squadra di Gasperini con la certezza di 9 risultati utili consecutivi con 6 vittorie e 3 pareggi. La prima partita a Bologna ci ha visto giocare molto bene e passare in vantaggio con un eurogol del ritrovato Bernardeschi, ma siamo a prendere il solito gol evitabile con un minimo di attenzione in più e quindi rimandare il verdetto finale alla partita di ritorno a Roma. E veniamo quindi a ieri sera. Olimpico esaurito, 65.000 romani urlanti e caricati a molla dalle dichiarazioni discutibili del loro allenatore, una coreografia da mozzare il fiato. Tutto pronto per sacrificare l’avversario di turno che non doveva avere scampo, ma nessuno prevedeva che i “Ragazzi” di Italiano si ricordassero che solo pochi mesi prima in quello stesso stadio avevano fatto la Storia! Ed è venuta fuori una partita epica che ricorderemo per il resto della nostra vita che si pone sullo stesso piano della famosa, ma un po’ sbiadita Italia-Germania dei mondiali del 1970,un 4 a 3 che ha ispirato libri e film. Vissuta con gli amici di sempre è stato bellissimo! Gol di Rowe, raggiunti. Berna su rigore e gol del gringo Castro 3 a 1 al 60°:”non ci prendono più”… Raggiunti e tempi supplementari. E quando tutto sembra finito, l’Olimpico è una bolgia giallorossa che aspetta solo di finire la preda sacrificale stanca e avvilita, ecco il sussulto, il guizzo dei subentrati ( avrei voluto vedere le vostre facce ai cambi di Rowe e Castro…) Dallinga e Cambiaghi che confezionano il capolavoro del 4 a 3. L’emozione più forte, l’urlo di tutta Bologna al minuto 111 ( incredibilmente lo stesso minuto del 4 a 3 di Rivera di Messico’70) che ci regala di nuovo la certezza: siamo tornati imbattibili!!!